Famiglia adotta un volpacchiotto e rischia di farlo morire. L’Enpa: «Nutrito in maniera sbagliata e reso confidente con l’uomo»

Nutrito solo con latte vaccino, quando è stato portato al Cras era anemico, emaciato e aveva la pancia gonfissima: un gravissimo errore che poteva costargli la vita. Ora la speranza è che, dopo aver trascorso due settimane in casa, coccolato e vezzeggiato, non sia diventato troppo confidente con l’uomo e che, dopo le cure, possa essere nuovamente immesso in natura

«Siamo francamente stanchi di doverlo continuare a ripetere, anno dopo anno. E di dover raccontare sempre le stesse storie che, primavera dopo primavera, si verificano in fotocopia – dicono i volontari dell’Enpa -. Questo cucciolo di volpe è stato rinvenuto ancora neonato da persone che – anziché informarsi e capire cosa era meglio fare per il suo bene, vale a dire affidarlo immediatamente a una struttura autorizzata e nelle mani di personale esperto – hanno ben pensato di tenerlo in casa per almeno una decina di giorni cimentandosi nell’allevamento e nella crescita. Questo perché quasi ogni volta prevale l’egoismo, il desiderio di tenersi il cucciolo carino e di “salvarlo”, ciò che piace/si vuole fare e non ciò che è meglio per il neonato. Il risultato? Quando il volpacchiotto ci è stato conferito era anemico, emaciato e aveva la pancia gonfissima dopo esser stato nutrito per quasi due settimane solo ed esclusivamente a latte vaccino: gravissimo errore che poteva costargli la vita!».

«Dopo i primi giorni molto difficili, poiché era costipato e non riusciva a evacuare, siamo finalmente quasi fuori dal tunnel – proseguono all’Enpa -. Nonostante la dentatura ormai formata, il cucciolo non voleva saperne di mangiare cibo anche solo semisolido perché era troppo abituato a bere solo latte ed era ormai inappetente anche a causa del suo malessere. Ci sono volute pazienza e professionalitá, ciò che manca al cittadino che trova il giovane animale selvatico e sceglie (sbagliando) il fai da te senza consultare chi di dovere. Non appena è riuscito a “liberarsi”, abbiamo immediatamente notato anche una grave infestazione di endoparassiti (vermi) che ne avevano causato l’indebolimento e l’anemia: anche questa infestazione, se non diagnosticata e curata, avrebbe potuto causargli la morte in breve tempo. Il tutto senza considerare il tempo passato in una casa, sicuramente coccolato e vezzeggiato: c’è da sperare che questo non abbia rovinato per sempre il suo carattere in una fase così delicata anche a livello etologico».
«Gli animali selvatici non devono crescere amichevoli e confidenti, le volpi devono tenersi alla larga dall’uomo! – aggiungono i volontari -. E adesso cresceremo questo piccolo con tutte le accortezze e la professionalità necessaria, riducendo al minimo i contatti per conservare il più possibile la sua diffidenza e la sua selvaticità. Il suo futuro dev’essere libero nei boschi. Ricordiamo per l’ennesima volta che i giovani animali selvatici non vanno raccolti senza prima consultare degli esperti e – soprattutto – non vanno tenuti! Farli sopravvivere e crescerli nel modo corretto richiede preparazione ed esperienza nell’interesse della loro vita, della loro salute e del loro futuro. Inoltre, ricordiamo che la detenzione di un animale selvatico è pure un reato! Detto questo, non possiamo che restare incantati dalla bellezza di questa creaturina: non è facile resistere a quel musetto, ma volere il suo bene significa anche questo!».


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